via Urbana, Roma

  • Committente: N.I.M. Nuova Immobiliare Monti
  • Anno: in corso
  • Città: Roma

IL RECUPERO E LA TRASFORMAZIONE DELL’EX TIPOGRAFIA DEL QUOTIDIANO “IL MESSAGGERO” IN UNITÀ RESIDENZIALI
Appartamenti di prestigio, realizzati con tecnologie e materiali innovativi e con basso impatto in termini
ambientali, in linea con il contesto circostante di elevato livello artistico e architettonico.

Il progetto, finalizzato al recupero di un edificio industriale situato in Via Urbana, nel pieno centro di Roma, che ospitava le tipografie del quotidiano “Il Messaggero” prevede il cambio di destinazione dʼuso ad edificio residenziale. Circa trenta nuovi appartamenti tipologicamente diversificati sia in simplex che duplex, con tagli dai 50 ai 150 mq.
I lavori consistono nella demolizione delle strutture in cemento armato, realizzate allʼinterno del fabbricato senza però intaccare lʼantica struttura muraria perimetrale, e nella realizzazione di un complesso di appartamenti distribuito su tre piani più un attico che ruota intorno ad una corte interna sistemata a verde. Il progetto si propone di riconsegnare alla città una destinazione consona con il centro storico, prevedendo unità residenziali di prestigio, realizzate con tecnologie e materiali innovativi e con basso impatto in termini ambientali, in linea con il contesto circostante di elevato livello artistico e architettonico.
In occasione dei lavori di ristrutturazione dellʼedificio “ex Messaggero” lo scavo archeologico preventivo alla costruzione del parcheggio, condotto dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ha consentito di aprire una finestra sulla città antica permettendo di rinvenire testimonianze di straordinaria importanza che vanno senza soluzione di continuità dal laboratorio neoclassico di Giovanni Volpato alle case di epoca romana. Va innanzitutto rimarcato che la moderna via Urbana ricalca il percorso di unʼantica strada romana (il vicus Patricius), sede di residenze “patrizie” (domus) di epoca repubblicana e imperiale, a cui si alternavano anche alcuni edifici ad abitazione intensiva, le insulae. Proprio sotto lʼedificio moderno che si sta costruendo sono riemersi resti di unʼinsula, forse con negozi (tabernae al piano terra, databile tra il II e il III secolo d.C. Gli ampi ambienti, conservati per due piani, affacciati sulla strada e su un cortile interno, pavimentati con mosaici in bianco e nero erano ancora in gran parte visibili agli inizi del ʼ600, come dimostra una incisione del Maggi . Questa porzione di città riscoperta, si trova fedelmente rappresentata sulla pianta marmorea che riproduce la topografia della Roma agli inizi del III secolo d.C. (la Forma Urbis Romae) .
Infine di grande interesse e molto importante per la conoscenza della città moderna è il rinvenimento delle cantine della casa di un celebre personaggio della fine del ʼ700-inizi ʼ800: Giovanni Trevisan detto il Volpato, famoso incisore, amico di Canova,
intimo di imperatori, zar e papi, che per primo ideò il souvenir moderno, ovvero la riproduzione in miniatura di importanti opere antiche di scultura, oggetti che hanno fatto il giro del mondo nei bagagli dei viaggiatori del Grand Tour appassionati dʼarte italiana.
Nello scavo di questi ambienti, adibiti a deposito dei “souvenirs” e delle materie prime, sono stati recuperate alcune matrici in gesso di queste riproduzioni e anche alcuni oggetti finiti, oltre a molto vasi in biscuit, la prima imitazione della porcellana cinese, di cui il Volpato fu un precursore.

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