Piazza San Pietro, Città del Vaticano

  • Committente: Governatorato dello Stato della Città del Vaticano
  • Anno: in corso
  • Città: Roma
  • ATI Joint venture: Italiana Costruzioni spa, Fratelli Navarra srl

UN RESTAURO DISCRETO MA BEN VISIBILE
Il restauro della piazza simbolo per eccellenza della cristianità è un’importante occasione per mettere a frutto un’esperienza consolidata in un’attività decennale di prestigio.

Forte dellʼesperienza acquisita nei precedenti restauri dʼeccellenza storico-artistica, la Italiana Costruzioni risponde al restauro richiesto dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano riguardante le balaustre, le statue, gli stemmi, le fontane gemelle e lʼobelisco di Piazza San Pietro, al quale la società aggiunge di sua propria iniziativa anche quello di tutto il colonnato. Il piano di
interventi si completa con la revisione e la ristrutturazione delle strutture lignee dei tetti, il rifacimento delle impermeabilizzazioni, dei manti di copertura in tegole e dei terrazzi piani.
Lʼidea portante che guida tutto il progetto di restauro è quella di utilizzare la migliore tecnologia a disposizione finalizzandola a un risultato ottimale, ma senza istituire un cantiere tradizionale, quindi escludendo di invadere la piazza e bloccarne la visita da parte dei fedeli durante tutte le fasi di lavorazione. Il delicato obiettivo viene raggiunto grazie allʼuso di una struttura mobile che consente di lavorare anche nella parte alta del colonnato
evitando qualunque interferenza a terra. Sulla parte di copertura del colonnato un carroponte permette agevolmente le operazioni di restauro, lasciando la sottostante piazza libera di vivere la sua quotidiana attività assembleare.
Le 140 statue che coronano il colonnato berniniano sono state realizzate con il materiale di risulta della facciata. Ne consegue una discontinuità di compattezza, porosità e distribuzione delle venature. Tale dato, unitamente ad altri fattori, ha determinato uno stato conservativo differente in ogni singolo manufatto.
Altre cause di degrado si possono identificare negli agenti atmosferici, nelle condizioni non ottimali di esposizione, nellʼazione di erosione- corrosione eolica, nello smog, nellʼazione meccanica e chimica dellʼacqua, nella presenza di volatili e, non ultimo, nei vecchi restauri non
idonei che hanno contribuito non solo al degrado conservativo ma anche a quello estetico.
Marmo bianco, travertino, granito grigio, granito rosato, marmo cipollino, costituiscono le due fontane ed i corrispettivi colonnotti. Marmo, granito e fusioni in bronzo sono i materiali dellʼobelisco centrale. Ad una prima ricognizione, mentre lʼobelisco si presenta in discreto stato di conservazione,- ad eccezione del basamento che appare decoeso, con vecchie stuccature, fessurazioni e ricoperto da una patina di sporco,- al contrario, le fontane mostrano numerosi fenomeni di degrado di gravità differente tra quella nord e quella sud, quali: disgregazione, erosione, concrezioni, fessurazioni, macchie, patina biologica e restauri non più idonei. Infatti, in generale, i materiali della fontana nord mostrano uno stato di degrado maggiore, in particolare, la vasca di raccolta delle acque evidenzia numerosi interventi di manutenzione quali estesissime stuccature e sostituzioni di parti intere. Anche le parti metalliche delle recinzioni delle fontane e dellʼobelisco appaiono deformate, corrose e parzialmente mutile. Da prendere in considerazione sono anche le colonne e le lesene che costituiscono i due emicicli con i rispettivi intonaci della volta centrale a botte e dei cassettonati laterali.

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