Palazzo Nervegna, Capitignano

  • Committente: Famiglia Nervegna e Ciani
  • Anno: 2014
  • Città: L’Aquila
  • ATI Joint venture: Italiana Costruzioni Spa, Fratelli Navarra Srl

Palazzo Nervegna è una delle architetture più significative nel territorio del Comune di Capitignano. Situato su un clivo, lungo l’asse strutturante di Pago, rappresenta, assieme alla vicina chiesa dei SS. Giustina e Cipriano, uno dei due poli monumentali su cui il piccolo borgo abruzzese si è formato. Il palazzo ha uno spiccato valore paesaggistico e costituisce una delle emergenze architettoniche di rilievo nel sistema di chiese e palazzi che dominano le alture del territorio comunale.

Ispirato ai caratteri del palazzo rinascimentale, Palazzo Nervegna sembra voler sperimentare l’eredità della tradizione cinquecentesca in un contesto rurale, adattandone gli elementi stilistici e ai materiali tipici dell’Abruzzo montano. Questa “volontà di architettura” si deve a Monsignor Giuseppe Nervegna proprietario ed “ideatore” del palazzo alla fine del XIX secolo.

L’edificio ha pianta rettangolare e si articola su tre piani: al piano terra si trovano gli ambienti rustici, destinati alle cantine, al piano primo gli ambienti d’uso, quali la cucina e le stanze di servizio ed al terzo piano, il cosiddetto piano nobile, si trovano il salone principale, le camere da letto e una piccola cappella.

Alcune irregolarità costruttive al piano terreno (forti spessori murari, disallineamenti nella giacitura delle pareti e delle bucature del piano terra rispetto a quelle dei piani superiori, irregolarità messe in luce dal rilievo geometrico) permettono di ipotizzare una fase di costruzione settecentesca, precedente il XIX secolo.

Quest’ultima è, comunque, la fase più importante nella storia dell’edificio perché rappresenta il completamento del palazzo storicamente documentato e intrapreso dal proprietario, Monsignor Nervegna.

Nell’Ottocento, infatti, la costruzione del palazzo viene completata con il piano nobile e l’organica fusione delle due parti viene realizzata, all’esterno, attraverso il disegno rinascimentale dei prospetti. Due cornici marcapiano, una in pietra, l’altra in mattoni stuccati, tripartiscono i diversi livelli funzionali; il primo piano viene scandito da finestre con imbotti in arenaria, specchiature inferiori in stucco trattate a finta pietra e timpani superiori circolari; il secondo piano viene scandito ritmicamente da porte – finestre piuttosto slanciate con imbotti in arenaria, cornici laterali in stucco e timpani superiori triangolari anch’essi in mattoni e stucco.

La peculiarità del palazzo è rappresentata però dagli ambienti del secondo piano, decorati completamente a tempera sia sulle pareti perimetrali che all’intradosso delle volte.

La decorazione, che mescola con abilità e delicatezza simulate partiture architettoniche a “trompe l’oeil” e motivi naturalistici e fantastici, è l’elemento dominante dello spazio interno e conservato nei cosiddetti: Salone delle Stagioni, Sala di Amore e Psiche, Sala Pompeiana, Sala delle Arti e nella Cappella. Originariamente la decorazione doveva essere presente anche in altri ambienti quali il ballatoio ed il vano scala, come si evince dalla presenza di tracce di motivi decorativi fitomorfi attualmente scialbati, ma eccellentemente restituiti a seguito degli attuali interventi di restauro.

Il palazzo è attualmente diviso fra due proprietari ed i caratteri originari si sono mantenuti pressoché invariati nella porzione della famiglia Nervegna nella quale si osservano i pavimenti originali in cotto con il sottofondo in sabbia/terra e calce, gli intonaci originali, gli infissi lignei e gli elementi metallici (ringhiere, corrimano, ecc), mentre in quella della famiglia Ciani alcuni elementi sono andati perduti.

Palazzo Nervegna, a seguito del sisma del 6 aprile 2009, ha riportato un danno classificabile come leggero agli elementi strutturali verticali al piano terra e al piano primo. Al secondo livello, il danno è medio-grave e gravissimo sugli elementi orizzontali non strutturali (volte in foglio di mattoni) e sugli elementi strutturali quali cornici, cornicione, ecc.

Lo scuotimento sismico ha inoltre provocato la formazione di fessurazioni diffuse dell’intonaco e il distacco di porzioni ampie dello stesso che hanno
esposto maggiormente la pietra all’azione diretta degli agenti atmosferici.

Il danno sismico sui paramenti murari interni è risultato particolarmente grave e delicato per la presenza di decorazioni pittoriche a tempera su tutte le pareti, a copertura dell’intera superficie muraria. Tutte le volte del palazzo presentano problemi di restauro, che vanno dalla necessità di un consolidamento strutturale diffuso alla soluzione di problemi di degrado dei materiali.

Il progetto di restauro di Palazzo Nervegna ha tenuto conto di due istanze fondamentali: quella della conservazione dei materiali e dei caratteri costruttivi originari dell’opera, e quella di garantire il miglioramento sismico dell’edificio maggiore rispetto a quella precedenti il terremoto.

Ciascuna categoria di intervento è stata analizzata rispettando la propedeuticità di alcune lavorazioni rispetto ad altre. Ogni intervento, pertanto, è stato distinto in tre fasi: preconsolidamento/ operazioni preliminari, consolidamento/riparazione e finitura.

Il progetto ha visto l’utilizzo, dopo un’ attenta valutazione delle diverse tecnologie di consolidamento applicabili ad un edificio in muratura di interesse storico-artistico quale Palazzo Nervegna, di Cuciture Attive della Muratura (CAM), con il risultato di un notevole miglioramento sismico. A completamento di tutte le opere di riparazione danni da sisma, miglioramento sismico e restauro conservativo Palazzo Nervegna è stato riconsegnato per le rispettive porzioni alle Famiglie Nervegna e Ciani nel mese di luglio 2014.

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