Chiesa delle Anime Sante, L’Aquila

  • Committente: Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Direzione regionale dell’Abruzzo
  • Anno: In corso
  • Città: L’Aquila
  • ATI Joint venture: Italiana Costruzioni Spa, Fratelli Navarra Srl

La Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta dal popolo “delle Anime Sante”, è un edificio religioso settecentesco della città dell’Aquila, sito in piazza
Duomo.
Una rapida cronistoria permette di constatare come la Chiesa occupi un posto del tutto particolare, sia dal punto di vista storico che religioso, tra gli edifici religiosi aquilani; numerosi infatti quelli gravemente danneggiati dal sisma del 1703 che vengono restaurati, ricostruiti in parte, modificati, o modernizzati ma comunque sempre a partire dalla costruzione iniziale. La confraternita del Suffragio, con una modesta sede in Via Roio, ottiene invece l’autorizzazione ad una nuova edificazione proprio sulla piazza principale della città, su cui già sorge la cattedrale.
La costruzione della fabbrica fu eseguita in tre principali fasi, alternate da lavorazioni di rifinitura e decorazioni secondo le disponibilità finanziarie della Confraternita.

1° fase: edificazione della chiesa
I lavori veri e propri iniziarono nel 1715. Il 19 aprile, il Pozzolini e tre maestri muratori milanesi si aggiudicano il lavoro offrendo prezzi più bassi delle ditte aquilane. Nel contratto si specificava che i lavori dovevano concludersi entro quattro anni. Nel dicembre del 1719 i lavori potevano dirsi ultimati (1715-1719) su progetto di Carlo Buratti.

2° fase: costruzione della facciata
Il prospetto su piazza Duomo fu realizzato nel quinquennio 1770-75 su progetto dell’architetto Gianfrancesco Leomporri; con la sua realizzazione si conferisce alla chiesa del Suffragio, fino ad allora chiusa nelle sue possenti murature, un intenso dinamismo e una stretta iterazione urbanistica con lo spazio antistante.

3° fase: costruzione della cupola
L’elegante cupola della chiesa in pieno stile neoclassico venne aggiunta alla chiesa nella prima metà del XIX secolo. Il progetto viene generalmente attribuito a Giuseppe Valadier, se pur non risultano documenti risalenti alla sua costruzione.

A seguito del sisma del 6 aprile 2009 l’abside e la facciata della chiesa di Santa Maria del Suffragio vengono gravemente danneggiati a causa di un fenomeno di oscillazione mentre la cupola risulta parzialmente crollata.

Il progetto di recupero, consolidamento e restauro della chiesa, che si colloca nell’ambito di un accordo stipulato tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica Francese, è concepito in maniera da valorizzare e preservare gli elementi di pregio di Santa Maria del Suffragio, a partire dalla cupola neoclassica e dalla facciata “neoborrominiana”, cercando di conservare al massimo tutte le parti sopravvissute ai crolli. In quest’ottica, particolare attenzione viene rivolta ai sistemi di consolidamento delle strutture del tamburo e della cupola per il recupero delle deformazioni geometriche e strutturali e il pieno rispetto dei materiali e delle tecniche costruttive originarie, cercando di assecondare, migliorandolo, il comportamento sismico della fabbrica originaria.

Gli interventi privilegiano l’utilizzo di metodologie e tecniche tradizionali per il recupero delle lesioni, il ripristino e il miglioramento della coesione e delle caratteristiche resistenti delle murature, supportate, ove necessario, dall’impiego di sistemi e materiali moderni nell’osservanza dei criteri prudenziali codificati dalla disciplina del restauro dei beni culturali quali la non invasività, la potenziale reversibilità e la compatibilità dell’antico e del nuovo.

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