MAXXI, Roma

  • Committente: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Ministero per i Beni e le Attività Culturali
  • Anno: 2010
  • Città: Roma
  • ATI Joint venture: Italiana Costruzioni spa - SAC spa

UN CANTIERE INNOVATIVO PER UN PROGETTO CHE SUPERA L’IDEA DI EDIFICIO-MUSEO
Il nuovo Museo delle Arti del XII secolo di Zaha Hadid è un edificio straordinario che, per essere realizzato, ha
richiesto il coinvolgimento di un team di specialisti che ha messo in piedi uno dei cantieri più innovativi del mondo.

Il progetto dellʼedificio dedicato al nuovo polo espositivo per lʼarte e lʼarchitettura contemporanee è stato selezionato in seguito a un concorso internazionale in due fasi bandito dal Ministro per i Beni Culturali nel 1998. Il progetto vincitore è stato quello dellʼarchitetto anglo-irachena Zaha Hadid, una proposta che ha convinto per la sua capacità di integrarsi nel tessuto urbano e per la soluzione architettonica innovativa, capace di interpretare le potenzialità della nuova istituzione e di dotarla di una straordinaria sequenza di spazi pubblici. Con il progetto del MAXXI si supera lʼidea dellʼedificio-museo. La complessità dei volumi, le pareti curvilinee, il variare e lʼintrecciarsi delle quote determinano una trama spaziale e funzionale molto articolata che i visitatori possono attraversare seguendo percorsi sempre diversi e inaspettati. Ambienti molteplici convivono in una sequenza di gallerie illuminate dalla luce naturale filtrata da un particolare sistema di copertura. La grande hall a tutta altezza ospita i servizi di accoglienza e introduce allʼauditorium, alle gallerie destinate alle collezioni permanenti, alle mostre e agli spazi dedicati alla caffetteria e al bookshop. Lʼidea guida del progetto è quella di creare un campus aperto alla circolazione pubblica, lo schema geometrico del progetto si allinea alle due griglie che regolano la struttura urbana dellʼarea; le due direttrici urbane sono mediate da linee sinuose che armonizzano lo schema e facilitano il flusso allʼinterno del sito. Il sito è solcato da spazi espositivi – le pareti curvilinee – che attraversano lo spazio; le intersezioni delle pareti definiscono spazi interni ed esterni. Gli spazi interni sono coperti da un tetto in vetro che inonda lo spazio di luce naturale filtrata da un sistema di travetti che sottolineano la linearità del sistema spaziale e aiutano ad articolare le varie direzioni. La costruzione del MAXXI è stata unʼopera nellʼopera: committenza, progettisti e costruttori hanno messo in campo un team di specialisti che ha seguito uno dei cantieri più innovativi del mondo con lʼobiettivo di realizzare un quartiere dellʼarte allʼavanguardia non soltanto per lʼItalia, ma anche per lʼEuropa. Il cantiere è stato un vero e proprio campo sperimentale; una delle fasi più delicate è stata la realizzazione dei grandi setti in calcestruzzo che definiscono la hall e le gallerie, enormi conci monolitici, gettati in un unica soluzione e assemblati in modo da far sparire i segni dei giunti. Attraverso unʼattenta progettazione dei casseri e una precisa programmazione delle fasi di preparazione e getto, è stato possibile realizzare quellʼinsieme di squarci e aggetti strutturali dei corpi delle gallerie che caratterizza così fortemente lʼimmagine dellʼedificio. Allo stesso modo si è lavorato allʼinterno; il complesso intreccio di scale di acciaio, che come nastri si sviluppano nel vuoto della hall, è stato reso possibile grazie al lavoro di coordinamento dei vari soggetti che hanno partecipato alla realizzazione del progetto. Un lavoro volto allʼottimizzazione delle risorse coinvolte in tutto il processo edilizio. Il cantiere per la realizzazione del MAXXI è stato quindi il campo di sperimentazione di tecniche capaci di portare al limite le prestazioni delle strutture e dei materiali, un caso studio di come la fase di costruttiva non sia solo un momento di ingegnerizzazione a valle di una fase progettuale autonoma ma una parte costitutiva dellʼopera.

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