Villa Borromeo d’Adda, Arcore

  • Committente: Comune Arcore
  • Anno: In corso
  • Città: Arcore
  • ATI Joint venture: Italiana Costruzioni Spa, Na.Gest. Global Service Srl, Unicredit Leasing Spa

L’intervento di restauro nasce da una prestigiosa operazione di project financing, il cui scopo è quello di restituire la Villa come bene comune di cui si possa nuovamente usufruire.

Il progetto mira al mantenimento del carattere della Villa e della sua peculiarità nel contesto paesaggistico e storico, per cui i lavori di restauro non andranno ad alterare l’impianto storico e decorativo nel suo insieme, ma riguarderanno sistemazioni necessarie a livello architettonico.

In esterno sono attualmente visibili interventi recenti di tinteggiatura, realizzata con materiale impermeabile e poco performante sul piano approfondire le conoscenze sui materiali costitutivi, per ritrovare la coloritura originale.

Anche la sistemazione delle aree verdi in prossimità dell’edificio contribuirà a ricostruire il dialogo tra la Villa ed il parco.

Il piano terra è costituito da una serie di sale di rappresentanza di grandi dimensioni, riccamente decorate dalle volte alle pavimentazioni. Per queste sale si prevede un intervento di restauro ricostruttivo degli elementi decorativi mancanti, come le decorazioni in stucco e le tappezzerie. Si documenterà ogni fase di intervento per lasciare memoria storica di quanto fatto e per poter distinguere originali da elementi ricostruiti. Gli altri ambienti avranno destinazione d’uso differente rispetto ad ora, diventeranno degli uffici ma, manterranno il loro carattere materico superficiale nelle pavimentazioni, nelle pareti e nei soffitti, fatta eccezione per i locali che subiranno le necessarie trasformazioni ed adeguamenti legati alle esigenze di odierna fruizione.

Gli altri piani della Villa: seminterrato, mezzanino, primo piano e sottotetto, si presentano in pessimo stato di conservazione, adibite in origine a stanze private o di servizio, non hanno particolari decorazioni. Il progetto prevede per questi piani una destinazione d’uso ad uffici, ma la scelta dei materiali di finitura non si discosterà sostanzialmente da quelli utilizzati in origine.

Basilica di S. Antonio, Padova

  • Committente: Veneranda Arca di S. Antonio
  • Anno: 1998
  • Città: Padova

RIGORE FILOLOGICO E TECNOLOGIA NELLA CONSERVAZIONE
Una delicata opera di restauro che ha richiesto l’impegno  di un’equipe di esperti progettisti  e di maestranze altamente qualificate per arrestare un processo di degrado che stava danneggiando seriamente le fragili strutture della basilica

Autentico gioiello di architettura romano-gotica variata da elementi orientaleggianti, la basilica di SantʼAntonio di Padova necessitava di urgenti opere di restauro per lʼarresto dellʼazione di degrado causata dal tempo e dallʼinquinamento. In occasione del Giubileo del 2000 è stato possibile realizzare alcuni degli interventi necessari per il consolidamento della struttura e per il ripristino delle opere dʼarte. In particolar modo è stato necessario rinsaldare le otto cupole lignee e provvedere al restauro della penitenzieria e della biblioteca del complesso. Queste delicate operazioni hanno visto impegnati i più autorevoli progettisti del settore e le maestranze più qualificate, in unʼottica di massima attenzione filologica indirizzata alla preservazione dellʼoriginalità di ogni singolo elemento. In particolare il restauro delle otto cupole ha richiesto un intervento molto delicato che è stato suddiviso in due fasi fondamentali: lʼintervento sulla struttura lignea interna e quella sulla copertura esterna in piombo. Un articolato sistema di ponteggi interni ha consentito la realizzazione di tutti gli interventi necessari sulle strutture mentre un avanguardistico sistema di ponteggi multidirezionali, perfettamente sagomato alla forma delle cupole ed eccezionalmente leggero è risultato particolarmente adatto ai lavori ad alta quota.

Palazzo della Ragione, Verona

  • Committente: Comune di Verona
  • Anno: 2007
  • Città: Verona

LA CULTURA “A PALAZZO”
Attraverso il restauro di uno dei più prestigiosi palazzi veronesi nasce un centro espositivo e culturale in grado di attrarre visitatori alla ricerca di mostre di altissimo livello.

Lʼintervento è volto alla conservazione ed al restauro di uno dei palazzi veronesi più prestigiosi, sia per il suo valore architettonico che per quello storico e quindi mira alla sua valorizzazione e alla fruibilità da parte del pubblico. Il progetto prevede il completo riutilizzo del complesso dellʼantico Palazzo del Comune, o Palazzo della Ragione, per la realizzazione di un centro espositivo polivalente, dotato di tutti i servizi necessari e in grado di attrarre visitatori alla ricerca di mostre di altissimo livello. Le sale espositive sono la parte centrale, il fulcro del complesso che ritorna attivamente a partecipare alla vita collettiva di questo luogo privilegiato della città, mentre al piano terra è stato previsto di collocare botteghe e merchandising collegati al costituendo centro espositivo; al piano primo saranno ospitate attività museali ed espositive a carattere temporaneo, sala conferenze, bar e servizi igienici; al piano mezzanino uffici per la gestione del centro ed ancora spazi espositivi e infine, nei piani alti della Torre dei Lamberti, sale destinate alla comunicazione multimediale, alle attività di laboratorio e di conservazione delle opere e a locali tecnici. Dal punto di vista tecnico il progetto prevede interventi di restauro e consolidamento statico delle murature e delle strutture lignee dei solai e delle coperture, ma anche lʼadeguamento tecnologico di tutti gli impianti e lʼeliminazione delle barriere architettoniche.

Villa Scheibler, Milano

  • Committente: Comune di Milano
  • Anno: 2008
  • Città: Milan

RECUPERO EDILIZIO E NUOVI SPAZI PER LA CITTÀ
Un importante progetto di recupero edilizio, accompagnato dalla realizzazione di un parco in stretto rapporto con i quartieri circostanti, diventa l’occasione per restituire uno spazio degradato alla città.

Lʼintervento riguarda il restauro e risanamento conservativo del complesso di Villa Scheibler per destinarlo a funzioni di sviluppo socioeconomico nellʼambito del Programma dʼIniziativa Comunitaria Urban II – Milano 2000/2006. In particolare il progetto prevede anche il recupero edilizio delle antiche scuderie per adibirle a presidio di zona della Polizia Locale del Comune di Milano. Il progetto di recupero interviene attraverso il consolidamento delle strutture e la realizzazione di un nuovo blocco di collegamento con il fabbricato esistente che attualmente serve unʼautorimessa sotterranea. Lʼintervento prevede anche la sistemazione esterna a verde del comprensorio con elementi di arredo e nuove piantumazioni. Il recupero delle strutture portanti dellʼedificio costituisce la parte principale dellʼopera; sono infatti previsti una serie di interventi sui solai, sulle murature e sul tetto che permetteranno il completo recupero funzionale dellʼedificio nel pieno rispetto delle caratteristiche costruttive originarie. Tra i principi ispiratori del recupero di Villa Scheibler cʼè anche quello di restituire il complesso edilizio alla cittadinanza dopo molti anni di incuria e degrado. Per questo motivo il progetto comprende anche la sistemazione delle parti esterne agli edifici con particolare attenzione per la parte compresa tra questi e le vie di collegamento con i quartieri circostanti. Una nuova piazza caratterizzata da una pavimentazione in acciottolato, tipicamente milanese, e da unʼilluminazione a pavimento, che darà risalto agli aspetti architettonici degli edifici, permetterà di recuperare questo rapporto tra la Villa e la città restituendogli quella funzione di polo attrattivo che aveva esercitato per oltre duecento anni.

Palazzo Koch e del Clementino, Roma

  • Committente: Esedra Gestioni Alberghiere srl (Boscolo Group)
  • Anno: 2003
  • Città: Roma

L’attuazione del programma di interventi denominato “Esedra: Porta di Roma” si proponeva di riqualificare gli immobili rivolti verso piazza della Repubblica e le vie adiacenti. In particolare, il programma dei lavori ha interessato il corpo di fabbrica del Clementino e il caratteristico edificio curvilineo progettato da Gaetano Koch nel 1886. Due blocchi contigui ma ben distinti per epoca, stile e tecniche di costruzione. L’intervento era finalizzato ad ospitare una struttura alberghiera di alto livello e ha posto come obiettivo principale quello di modificare la destinazione d’uso dei fabbricati pur conservandone rigorosamente i canoni architettonici. Il progetto si è sviluppato su vincoli che imponevano il mantenimento delle facciate e delle quote di imposta dei solai sebbene si siano resi indispensabili degli interventi strutturali radicali quali il riposizionamento delle strutture di collegamento verticale e l’integrazione di nuovi impianti tecnologici. Il risultato consiste nell’adozione di soluzioni efficaci che hanno permesso l’integrazione dei nuovi elementi e dei nuovi impianti con armonia e funzionalità nel contesto architettonico preesistente. Quest’opera rappresenta un esempio di perfetta coniugazione tra sensibilità filologica, esperienza progettuale e maestria realizzativa; una concomitanza di fattori indispensabile per la riuscita di un’operazione che restituisce a Roma lo splendore di un brano della sua storia.

Real albergo dei poveri, Napoli

  • Committente: Sviluppo Italia, Comune di Napoli
  • Anno: 2000
  • Città: Napoli
  • ATI Joint venture: Laboratori di Quartiere srl SCS Azio- ninnova spa, GRM srl

Il restauro del Real Albergo dei Poveri a Napoli costituisce un’esperienza di estrema importanza perché è stato, per un verso occasione di recupero di un importante edificio storico, e, allo stesso tempo, teatro di sperimentazione per un progetto formativo, denominato “scuola cantiere” che aveva l’obiettivo di coniugare intervento edilizio ed attività formative. Il Real Albergo dei Poveri, realizzato su volere di Carlo III di Borbone nella seconda metà del ’700 per accogliere i poveri del Regno che in quell’epoca affollavano le vie della città, è un imponente edificio che occupa una posizione predominante su Piazza Carlo III nel Centro di Napoli. Soggetto a crolli e dissesti in seguito al terremoto del 1980, il complesso versava in uno stato di abbandono e di crescente degrado. In questo modo, attraverso un’operazione gestita dal Comune di Napoli, Sviluppo Italia e una squadra di imprese guidata da Italiana Costruzioni, è stato avviato il recupero di un primo lotto dell’immenso complesso. Docenti, tutor, allievi e imprese hanno così restituito una importante architettura alla città e hanno creato nuove professionalità qualificate nel campo del restauro e nella gestione e manutenzione dei beni culturali.

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